La MaMa SpoletoOpen 2017

Programma spettacoli

Dal 01 Luglio Al 16 Luglio 2017

Il Programma 2017

Nel 2017 si è celebrato il 50° anniversario dalla prima partecipazione di Ellen Stewart “La MaMa”, al Festival di Spoleto nel 1967 al Teatrino delle Sei con lo spettacolo “TOM PAIN” diretto da Tom O’Horgan e scritto da Paul Forest. In questa occasione speciale, è stato organizzato un collegamento in diretta da New York e un brindisi in suo onore per ricordare il suo contributo significativo alla storia del festival e al mondo del teatro.

Presentato al concludersi della residenza artistica

Date:

1 Luglio 2017  CANTIERE OBERDAN  h.21.30
2 Luglio 2017  CANTIERE OBERDAN  h.18.00

Crediti:

Creato da: Eden Wiseman (Israele)
Eseguito da: Eden Wiseman e Alma Livne
Co-creatore e compositore: Ori Dvir
Sviluppato presso: La MaMa Umbria Next Generation 2016

Con il sostegno di: Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Israele, Roma

Durata: 30 minuti – Danza contemporanea

Sinossi:

”La Fuga” esplora il senso di disperazione e oppressione che affligge l’artista, la donna e la creatura, intrappolati in un ciclo senza fine di ripetizione e meccanicità. Attraverso una narrazione non verbale, il lavoro esplora la ricerca di una fuga da questo stato di angoscia e impotenza, ponendo domande sul ruolo della violenza, della compassione e della passione nell’interrompere questo ciclo.

Descrizione dell’opera e del creatore:

Eden Wiseman, in collaborazione con Ori Dvir, porta in scena una performance che riflette sul senso di oppressione e disperazione che caratterizza la vita di molte persone, sentendosi intrappolate in una routine senza fine. Attraverso il movimento del corpo e l’espressione artistica, “La Fuga” esplora il desiderio di liberazione e la ricerca di una via d’uscita da questo stato di afflizione. La performance si interroga sul ruolo della violenza, della compassione e della passione nel tentativo di spezzare il ciclo di ripetizione e meccanicità che sembra dominare la vita di ognuno.

Riepilogo:

“La Fuga”, creata e interpretata da Eden Wiseman e Alma Livne con la collaborazione di Ori Dvir, è una potente esplorazione della lotta interiore dell’essere umano contro la sensazione di impotenza e disperazione. Attraverso la danza contemporanea e una narrazione non verbale, lo spettacolo invita il pubblico a riflettere sul significato della violenza, della compassione e della passione nel tentativo di rompere il ciclo di ripetizione e meccanicità che caratterizza molte vite umane.

Presentato al concludersi della residenza artistica

Global Players 2017

Date:

5 Luglio 2017 CANTIERE OBERDAN  h.21.30

Crediti:

  • Adattamento e Regia: Song Su Hyun
  • Interpreti: Lee Hye Young, Kim Ji Su
  • Musicisti: Kim Jun Su (cantante tradizionale coreano), Ha Hye Min (musicista di heageum)
  • Progettazione Scene e Costumi: Ha Jae Hyun
  • Arte Digitale e Video: Song Bul Hui
  • Progettazione Luci: Kim Nuri

Sinossi:

Dopo aver perso il marito, una donna dedica tutto se stessa al suo bambino. Ma la donna ha bisogno di lavorare vicino alla riva e non ha altra scelta che lasciare il bambino a casa. Mentre lavora, la sua mente è sempre preoccupata per il bambino lasciato solo a casa. Combatte contro le onde e pensa al suo bambino: e se qualcuno si intrufolasse e rubasse il bambino? E se si facesse male mentre gattona in giro? E se piangesse per la fame? E se fosse terrorizzato dall’essere solo? Migliaia di domande si dipanano nella mente della donna, facendola impazzire. Dopo il lavoro, la donna torna di corsa a casa e trova il bambino pacificamente addormentato. Accarezza dolcemente il suo bambino. Si sente sollevata e grata agli dei. La storia è ispirata da una vecchia canzone coreana per bambini “Baby in Island”. Molte madri single che lavorano hanno lo stesso dilemma. Lottano per prendersi cura del bambino mentre lavorano per sopravvivere. Gli studenti hanno adattato la storia in una performance non verbale con l’uso della danza e della musica tradizionali coreane con maschere.

Seoul Institute of the Arts:

Il Seoul Institute of the Arts è uno dei principali e più prestigiosi conservatori d’arte in Asia, un precursore nella globalizzazione delle arti coreane e nella creazione di nuove forme d’arte. Viene presentata una produzione creata da un gruppo di studenti selezionati attraverso il programma Global Players. All’inizio del semestre, agli studenti viene chiesto di presentare una proposta per una performance non verbale, combinando l’estetica coreana con musica dal vivo, media e arte interattiva. Il compito è sperimentare nuove forme e contenuti per il teatro contemporaneo e creare una performance interdisciplinare in grado di coinvolgere il pubblico indipendentemente dalla lingua e dal background culturale.

Presentato al concludersi della residenza artistica

Date:

7 Luglio 2017  CANTIERE OBERDAN h.18.00 e h.22.00

Crediti:

Di: William Blake
Opera lirica di: Rolando Macrini – PRIMO STUDIO
Da un’idea di: Peter Case
Direttore Musicale: Claudio Scarabottini
Fumetti di: Jacopo Maran

Una produzione: La MaMa Umbria International e La MaMa Experimental Theatre Club NY

Sinossi:

Il Libro di Thel” è un poema di William Blake del 1789, illustrato con incisioni e disegni dell’autore stesso. La storia segue Thel, la più giovane delle figlie di Mne Seraphim, che si trova a confrontarsi con domande sulla natura della vita e della morte. Thel, tormentata dal dubbio sulla transitorietà della vita, intraprende un viaggio alla ricerca di risposte. Incontra diversi personaggi che offrono prospettive diverse sulla vita e sulla morte, tra cui il Giglio della Valle, la Nuvola, il Verme e la Zolla d’Argilla.

Descrizione:

Il Libro di Thel” è stato adattato in un’opera lirica da Rolando Macrini, Peter Case e Claudio Scarabottini, con l’aggiunta dei fumetti di Jacopo Maran per narrare la storia. La produzione combina performance dal vivo con musica e fumetti per portare in vita il mondo visionario di Blake.

Riepilogo:

The Book Of Thel offre uno sguardo profondo e coinvolgente sulla natura della vita e della morte attraverso la storia di Thel e i personaggi che incontra nel suo viaggio. L’opera lirica, con la sua combinazione di performance dal vivo, musica e fumetti, offre al pubblico un’esperienza sensoriale unica e stimolante.

Presentato al concludersi della residenza artistica

Date:

14 e 15 Luglio 2017 CANTIERE OBERDAN h. 21.30
16 Luglio 2017 
CANTIERE OBERDAN h. 18.00

Cast:

Scritto e diretto da: Gherardo Vitali Rosati
Con: Elena Arvigo, Alberto Giusta, Dalila Reas, Luca Tanganelli
Musiche: Tommaso Tarani
Allestimento e luci: Andrea Narese-Brando Nencini
Produzione: IL TEATRO DELLE DONNE Centro Nazionale di Drammaturgia, in collaborazione con Fondazione Istituto del Dramma Popolare di San Miniato
Video: The Fake Factory

Contesto:

  • Prima assoluta per la Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato, nell’estate 2017, in occasione della LXXI Festa del Teatro. San Miniato, Festa del Dramma Popolare, 26-27 giugno 2017

Sinossi:

Laura, impiegata in una casa farmaceutica, dedica la sua vita al lavoro. Quando la sua equipe scopre un farmaco rivoluzionario, le viene diagnosticato un tumore. Inizia così un percorso tra ospedali, esami e chirurghi, allontanandola dalle sue mansioni. Durante questo periodo, i suoi figli tornano nella sua vita per aiutarla, mentre incontra Marco, un musicista torinese affetto dalla stessa malattia. “La Cura” si pone come un secondo capitolo del lavoro precedente di Gherardo Vitali Rosati, affrontando tematiche simili sulle difficoltà quotidiane delle persone.

La Produzione:

Il Teatro delle Donne Centro Nazionale di Drammaturgia, in collaborazione con la Fondazione Istituto del Dramma Popolare di San Miniato, presenta uno spettacolo coinvolgente e toccante che affronta temi profondi legati alla vita e alla malattia, con una produzione di alta qualità artistica.

Riepilogo:

“La Cura” è un dramma intenso che esplora il rapporto tra il lavoro, la famiglia e la malattia. Attraverso una combinazione di performance coinvolgenti, musica emozionante e allestimenti innovativi, lo spettacolo offre al pubblico un’esperienza teatrale indimenticabile.

Date:

12 e 13 luglio 2017 ore 18:00 e ore 22:00, Cantiere Oberdan

Compagnia:

Gruppo Nanou

Coreografia:

Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci

Crediti:

Con: Sissj Bassani, Rhuena Bracci, Marco Maretti

Suono: Roberto Rettura

Assistenti alla Coreografia: Marta Bellu, Rachele Monti

Prodotto da: E / Gruppo Nanou

Co-prodotto da: L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino, Cie Twain

Con il Sostegno di: La MaMa Umbria International, Cantieri

Con il Contributo di: MIBACT, Regione Emilia-Romagna Assessorato alla Cultura

Sinossi:

“Senza Titolo per Uno Sconosciuto” è un lavoro sul corpo che innesta uno spaesamento (molecolare) dello spazio. Senza uno stato di perdita del corpo, senza lo smarrimento dato per scontato, l’innesto non sarebbe possibile. Il corpo si relaziona con lo spazio mantenendolo costantemente in movimento, un movimento deterritorializzato.

La relazione tra i corpi avviene attraverso “onde gravitazionali”: il corpo assume lo spazio in corso d’opera per afferrarlo e restituirlo. Un’azione transitoria / centrifuga incessante che raccoglie l’esistente e lo rimette in circolazione al di fuori di sé. Così il corpo non trova ostacoli, definisce il “punto” come una “spirale”, la sospensione del corpo è una riduzione del volume dell’azione, le linee sono oscillazioni vibranti, il tempo diventa circolare e l’inizio e la fine non sono più necessari.

Sottotitolo:

Alphabet: Progetto di Scrittura per una Danza Possibile

Date:

Giovedì 5 e Venerdì 6 luglio, ore 15:00, Sala Chiostro San Nicolò

Compagnia:

Gruppo Nanou

Coreografia:

Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci

Crediti:

Con: Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Gloria Dorliguzzo

Suono: Roberto Rettura

Prodotto da: Nanou Associazione Culturale

Co-prodotto da: NaoCrea / DidStudio

Con il Contributo di: MIBACT, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Fondo per la Danza d’Autore della Regione Emilia-Romagna 2017/2018

Con il Sostegno di: Cantieri Danza

Sinossi:

“Mappe” esplora il concetto di mappa in diversi contesti, dallo spazio matematico alla rappresentazione grafica di una zona, dalla geografia alla informatica. Lo spazio stesso diventa una mappa che il danzatore deve rispettare, delineando percorsi e traiettorie. La coreografia evidenzia i limiti dello spazio, offrendo vie di fuga e individuando gli incidenti lungo il percorso. Come un’azione coreutica che si svolge su una mappa, lo spettacolo cerca di evidenziare l’evidenza del lavoro attraverso la lettura di ciò che viene rappresentato.

Date:

10 e 11 luglio 2017, ore 21:30, Cantiere Oberdan

Regia:

Andrea Adriatico

Crediti:

Drammaturgia: Grazia Verasani

Con: Olga Durano, Francesca Mazza, Gianluca Enria, Leonardo Bianconi

Scene e Costumi: Andrea Barberini

Cura Scenotecnica: Francesco Bonati, Michele Casale, Carlo Del Grosso, Giovanni Magaglio, Giovanni Santecchia, Carlo Strata

Cura Organizzativa: Saverio Peschechera, Alberto Sarti

Grazie a: Stefano Casi, Franca Menneas, Beppe Ramina, Enrico Scuro

Produzione: Teatri di Vita

Con il Sostegno di: Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Sinossi:

“Chiedi Chi Era Francesco” porta in scena il ricordo di Francesco Lorusso, uno studente e militante di Lotta Continua ucciso durante una manifestazione a Bologna il 11 marzo 1977. Attraverso le parole e le azioni dei personaggi, lo spettacolo esplora diversi aspetti della vita di Francesco e il contesto storico e politico dell’epoca. A quarant’anni dalla sua morte, l’opera cerca di andare oltre le parole sulla sua lapide, cercando di comprendere e ricordare un evento traumatico per la città e per l’Italia. Attraverso questo racconto, si apre un confronto con la stagione complessa e contraddittoria del Movimento del ’77, rendendo omaggio a un giovane diventato, suo malgrado, un’icona di un’intera epoca.

Data:

9 luglio 2017h. 16:00 – h. 18:00 – h. 21:30 Cantiere Oberdan

Ideazione e Realizzazione:

Dynamis

Sinossi:

La performance M2 si interroga sul significato e sull’uso dell’unità di misura del metro quadro, esplorando i confini tra l’umano e il disumano nelle dinamiche quotidiane. Partendo da casi di naufragi nel Mediterraneo, la performance costruisce una proporzione tra la superficie e le persone coinvolte, mettendo in scena sequenze che richiamano le regole di un gioco e invitando gli spettatori a abitare lo spazio.

Attraverso un approccio pragmatico, la performance rivela le sfumature tra l’umano e il disumano che quotidianamente si manifestano attraverso l’unità di misura del metro quadro. Il pubblico diventa parte essenziale dello spettacolo, guidato da istruzioni semplici impartite da un’hostess e uno stuart, in un gioco collaborativo tra estranei. Utilizzando stime derivate da casi reali di migrazione forzata, la performance si sviluppa intorno a una proporzione in scala tra la superficie circoscritta e le persone coinvolte.

Dati Generali:

Il resoconto annuale dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) del giugno 2015 evidenzia che nell’ultimo anno circa 60 milioni di persone sono state costrette a migrazioni forzate per sfuggire a scenari di guerra. Dieci anni fa i migranti erano 22 milioni in meno. Di questi, circa 38,2 milioni sono sfollati interni, mentre un milione e 800 mila sono richiedenti asilo e quasi 20 milioni sono rifugiati in senso stretto, includendo anche i 5 milioni di palestinesi.

Data:

8 luglio 2017 h. 18:00 e h. 22:00, Cantiere Oberdan

Produzione:

La Capra Ballerina Pappet Theatre

Crediti:

Tratto dal libro di: “L’Anatra, la Morte e il Tulipano” di Wolf Herlbruch

Adattamento di: Damiano Privitera e Laura Bartolomei

Marionette, Scene e Costumi: Laura Bartolomei

Musica di: Slawek Kwi & Slobhàn Mcdonald, Shostakovich, Stefano Trevisi, Saule, Gavin Boyars, Kronos Quartet, Twine Recorder

Regia, Video e Scelta Musicale: Damiano Priviter

Con: Laura Bartolomei

Progetto sviluppato grazie a: La MaMa Umbria International (Spoleto, Italia), Can Pink Y Boogie Residency (Mataro, Spagna), Teatro del Lavoro (Pinerolo, Italia)

Sinossi:

Nello spettacolo “PRELUDES”, Anatra si rende conto di essere seguita da un personaggio e scopre che è la Morte. Inizialmente impaurita, Anatra viene rassicurata dalla Morte che le spiega di essere stata vicina a lei fin dalla nascita e che non c’è motivo di preoccuparsi, poiché la sua presenza è normale, essendo parte della vita stessa. Nel corso del tempo, Anatra si abitua alla presenza della Morte e le due cominciano a prendersi cura l’una dell’altra fino all’ultimo respiro. La scena è ambientata in una stanza senza muri, con un letto e un acquario. Sul palco, una donna malata, una marionetta rappresentante Anatra e la maschera della Morte. Attraverso l’interpretazione della Morte e la narrazione della storia dell’Anatra, la donna malata può finalmente accettare la sua morte imminente.

Date:

1 luglio 2017 h. 21:30, 2 luglio 2017 h. 18:00 Cantiere Oberdan

Creazione e Performance:

JADD TANK (Libano)

Genere:

Danza Contemporanea

Progetto:

FOCUS YOUNG ARAB CHOREOGRAPHERS/ Italy 2017

Sinossi:

“LIBERTÉ TOUJOURS” è una ricerca febbrile di libertà. L’opera esplora il concetto di libertà e la sua necessità. Si interroga su chi la desideri e perché. Il perenne inseguimento della libertà viene paragonato a una carota appesa a un bastone, con le vittorie ottenute che vengono celebrate in miniature. Tuttavia, il ciclo sembra non avere mai fine, manifestandosi in una serie di gesti grotteschi e pacchiani. Nonostante ciò, questo ciclo di ricerca continua a dar vita a performance suggestive e coinvolgenti. Se il concetto di LIBERTÉ TOUJOURS non ti dice assolutamente nulla, non preoccuparti: non è per tutti.

Mostra Personale di Paolo Liberati

Date:

dal 1 al 16 luglio 2017

Luogo:

Cantiere Oberdan, Spoleto

Curatori:

Moreno Cerquetelli e Lorenzo Mango

Inaugurazione:

  • Sabato 1 luglio, ore 18:00
  • Cantiere Oberdan
  • Piazza San Gabriele dell’Addolorata, Spoleto (di fianco agli uffici del Giudice di Pace)

Descrizione:

La mostra personale di Paolo Liberati, intitolata #OROPUROMOSTRA, presenta una selezione di grandi disegni e acquerelli che rappresentano visioni di un teatro nuovo. Si tratta di un’iniziativa che potrebbe anticipare il futuro di un progetto nato nel passato. Il titolo “Oro puro” trae ispirazione da un’opera minimalista ideata nel 2008 ma mai realizzata, basata sulla tetralogia wagneriana e sulle analogie poetiche con i miti umbri. Questa mostra è dedicata ad Ellen Stewart, storica fondatrice del gruppo teatrale sperimentale newyorchese La Mama, e al critico di avanguardia teatrale Giuseppe Bartolucci, in occasione del 50º anniversario del Cafè La Mama al Festival di Spoleto (1967-2017).

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